FATTORE FAMIGLIA

FATTOREFAMIGLIA BELLO E IMPOSSIBILE.
E  SE INVECE SI POTESSE FARE?
 
Doccia scozzese per le famiglie italiane, nelle parole del presidente Monti a FamigliaCristiana. 
«Sono positivi gli impegni di spesa già assunti, e soprattutto i 700 milioni di fondi europei, riorientati verso servizi alla prima infanzia e di sostegno agli anziani, in alcune Regioni del Sud» commenta Francesco Belletti, presidentedel Forum. «Ci pare poi molto positivo l’apprezzamento per il FattoreFamiglia, proposta del Forum delle associazioni familiari presente anche nella versione del Piano nazionale per le politiche familiari del giugno 2011; dall’altro lato, in negativo, lo stesso FattoreFamiglia viene dichiarato “incompatibile… in questa fase economica” perché] “costerebbe alle casse dello Stato tra i 17 e i 21 miliardi di euro”.
«Eppure il Forum per primo da sempre ha proposto di introdurre il  FattoreFamiglia in modo graduale, purché venga riconosciuto come criterio irrinunciabile. Si potranno graduare gli impegni di spesa ma serve che il principio della no tax area familiare venga introdotto e applicato, sia pure in minima parte, sia pure per specifici gruppi di popolazione (i nuovi nati, le famiglie più numerose, le famiglie più povere…). Inoltre alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie con figli (cosa che chiede anche la Corte dei Conti) impedirebbe a molte famiglie di cadere sotto la soglia di povertà, diminuendo così la pressione sui servizi sociali. 
«Sicuramente la ventilata possibilità di dedurre in misura maggiore i costi delle ristrutturazioni abitative è un vantaggio per le famiglie, e potrebbe avere un effetto virtuoso sul sistema economico ma se non si restituisce capacità di spesa, quale famiglia oggi si metterà a spendere per risistemare la casa? 
«Da ultimo, lo spread tra la spesa per le politiche familiari nel nostro Paese e la media europea è dell’1% del Pil: l’Italia spende l’1,4%, la media europea è al 2,4%, e in Francia e Germania sono ben oltre il 3%. Ci mancano, insomma, più o meno 17 miliardi di euro per essere nella media europea delle politiche familiari. Quando cominceremo a guardare anche questi spread, per rilanciare il sistema Paese?
«Non si tratta di batter cassa, soprattutto a fronte dell’emergenza terremoto, che esige ulteriori sacrifici, che ciascuna famiglia sarà ben lieta di affrontare, nel grande progetto di solidarietà nazionale per le popolazioni colpite dal sisma» conclude Belletti. «Quello che ci interessa ricordare però è che le politiche di sostegno alla famiglia non sono politiche di spesa pubblica assistenziale, ma politiche di investimento. Se riparte la famiglia, riparte il Paese».
 

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Daniele Nardi 
Capo ufficio stampa
Forum delle associazioni familiari
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