COMUNICATO STAMPA NAZIONALE

TERZO SETTORE. NON DI SOLO BUSINESS VIVE IL PAESE
Il presidente del Forum, Francesco Belletti, interviene sull’annuncio fatto dal ministro Fornero di chiudere l’Agenzia per il Terzo settore. «Una decisione che colpisce anche, per il valore simbolico, oltre che per la sostanza. All’Agenzia già il governo Berlusconi aveva radicalmente ridotti i fondi, e questo evidenzia una continuità tra i due governi che ci lascia fortemente insoddisfatti. Il segnale è questo: per far ripartire questo Paese bisogna far ripartire gli affari, la finanza, le grandi opere; se riparte il business, riparte l’Italia.
«Noi siamo invece convinti che la fiducia, la coesione sociale, la capacità di progetto del popolo italiano sia stata custodita soprattutto dalle famiglie e dalle reti sociali di volontariato e di terzo settore, che sono state capaci di riorganizzare i propri legami solidaristici a servizio del bene comune.
«L’intero sistema del terzo settore, con poche modifiche legislative di basso costo, sarebbe in grado di innescare uno sviluppo dell’occupazione, fino a mezzo milione di muovi posti di lavoro, secondo le credibili stime del Presidente dell’Agenzia, Zamagni. E invece di rafforzare l’Agenzia per il Terzo Settore, si istituiscono altre agenzie, dichiarando di fatto che non si crede al valore economico dell’impresa sociale.
«Per le stesse ragioni facciamo nostro l’appello lanciato dai volontari del servizio civile dell’associazione Papa Giovanni XXIII che lamentano il calo dei giovani avviati a questo servizio (56mila nel 2006 e oggi solo 19.000) dovuto alla carenza di fondi ed alla confusione sui tempi di avvio che accentua la precarietà, il disagio e la rassegnazione in giovani che “vivono il paradosso di dover protestare per esercitare non solo un diritto ma anche un dovere di cittadinanza attiva”.
«Il servizio civile, concludono i volontari, e noi, con loro, “necessita, dopo essere stato sbloccato, di essere rifinanziato e riformato”!
«Occorre finalmente un punto di vista nuovo sul modello di sviluppo del nostro Paese, che rimetta al centro dell’attenzione gli attori sociali ed economici di base;
occorre ripartire dalle famiglie e dal protagonismo dei cittadini, che sono ancora capaci di grande generosità e gratuità: peccato che questi valori non siano conteggiati nel Pil, mentre sono quelli che “tengono insieme” l’Italia.

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Daniele Nardi 
Capo ufficio stampa
Forum delle associazioni familiari
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1^ Conferenza regionale sulla famiglia

Venerdì 3 febbraio prossimo alle ore 16,00 si terrà al T-hotel a Cagliari la prima Conferenza regionale della Famiglia, organizzata dall’assessorato regionale alla Sanità e alle politiche sociali, che vedrà coinvolte il Forum sardo con alcune tra le più importanti associazioni familiari che operano in Sardegna.

E’ possibile consultare la lettera con la quale il Presidente del Forum sardo Carlo Pisano invita i Movimenti, le Associazioni familiari, gli operatori del terzo settore e le famiglie a partecipare all’importante iniziativa e contestualmente propone alla Giunta Regionale, all’Assemblea Legislativa Regionale ed ai Sindaci dei Comuni quattro punti su cui agire con tempestività per fare fronte  alla drammatica situazione delle famiglie sarde.

Lettera del Presidente del Forum famiglia sardo

Invito alla conferenza regionale

Programma

Articolo di Roberto Comparetti su “Città Nuova” online

Articolo pubblicato su Il Portico del 29/01/12

Sintesi delle prime proposte del Tavolo Associazioni Familiari/Assessorato Politiche Sociali della R.A.S.

Importante:

sarà predisposta una ludoteca presso il T Hotel. Chi desiderasse usufruirne è pregato di prenotare spedendo una mail con il coupon contenuto all’interno dell’invito a: famiglia@regione.sardegna.it

IL “MODELLO FAMIGLIA” PER USCIRE DALLA CRISI

BAGNASCO. IL MODELLO “FAMIGLIA” PER USCIRE DALLA CRISI

Dalle parole del card. Bagnasco emerge in modo chiaro che la crisi che colpisce il nostro Paese non è soltanto economica ma riguarda anche i valori e le istituzioni. Ed è anche chiaro che nella ricerca del bene comune un ruolo fondamentale lo ha la famiglia che “resta il bene per eccellenza, giacché è il soggetto che per definizione lo moltiplica”, è “il crogiolo formativo e centrale di irrorazione di gratuità e solidarietà”.
E’ per questo che, nella ricerca di nuovi modelli di welfare, di lavoro e di economia che consentano di uscire da questa crisi, non si può non ripartire proprio dalla famiglia. Il Forum tenta di farlo, proponendo strumenti (come il FattoreFamiglia) che portano il “modello famiglia” all’interno delle varie dimensioni della società rendendole più giuste e più eque.
Il presidente della Conferenza episcopale si è soffermato anche sul rapporto tra famiglia, lavoro e festa che sarà al centro dell’incontro mondiale delle famiglie a Milano. “La domenica, che nella tradizione del nostro Paese è dedicata alla famiglia” afferma Bagnasco “non può essere sacrificata all’economia, indebolendo anche in questo modo un istituto che sempre di più si conferma, insieme alla persona, come la prima risorsa di una società che voglia essere non una moltitudine di individui ma un popolo coeso e solidale. È già fin troppo evidente che, nell’ambito dei poteri globali, si vuole rompere le reti virtuose, e ridurre l’uomo in solitudine perché sia meglio manipolabile”.
Il rapporto tra famiglia e festa, che potrebbe sembrare marginale, diventa quindi di grande attualità e delicatezza e si inserisce a pieno titolo nelle grandi questioni che riguardano la famiglia e la società. Il Forum che da sempre è impegnato su questa lunghezza d’onda è pronto a ripartire insieme alle famiglie italiane sull’onda dello stimolo che verrà dall’evento milanese.

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Daniele Nardi 
Capo ufficio stampa
Forum delle associazioni familiari
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