Comunicato stampa nazionale

BENE IL GOVERNO SU DELEGHE E IMU.
ORA ANCHE I COMUNI FACCIANO LA LORO PARTE
«Gli emendamenti presentati dal governo, senza ombra di dubbio, rendono più equa la manovra economica» afferma il presidente del Forum delle associazioni familiari, Francesco Belletti. «Apprezziamo il grande sforzo di dialogo mostrato: non eravamo più abituati ad un governo che “ascoltava”, e che cambiava davvero le proprie scelte: di questo vogliamo dare atto al presidente del Consiglio e all’intero governo.
«Un’altra buona notizia è l’attribuzione della delega alle politiche familiari; da tempo chiedevamo un interlocutore stabile, per far ripartire il dialogo (in primis per discutere il Piano nazionale per la famiglia).
«L’intervento correttivo sull’IMU – che il Forum aveva fortemente richiesto raccogliendo consensi tra le forze politiche – è un segnale concreto di attenzione all’equità familiare che attendevamo da tanti anni: una fiscalità che fa davvero differenza tra chi ha figli a carico e chi non li ha, e così le nuove generazioni non sono più solo “a carico dei genitori”, ma anche “a carico della collettività”. Finalmente un intervento che “misura” seriamente i carichi familiari. Ci auguriamo che i commentatori trattino le nuove detrazioni non come costi sociali, ma come misure e investimenti per la crescita del nostro Paese.
«Peccato che la misura si fermi al quarto figlio, penalizzando così di fatto le famiglie numerose, quelle cioè più “coraggiose” nell’investire sulle nuove generazioni. Ma su questo aspetto chiediamo una responsabilizzazione da parte di tutti i Comuni: in una corretta applicazione del federalismo fiscale. Tutte le amministrazioni comunali che vogliono essere “a misura di famiglia” hanno quindi a disposizione un banco di prova: chiediamo che dal quinto figlio in poi i Comuni aggiungano una “ulteriore detrazione”. Non è impossibile, anche perché le famiglie numerose non sono tante. Tra l’altro la “ulteriore detrazione locale” per figlio potrebbe partire dai 50 euro (pari a quella nazionale) e modularsi su cifre inferiori secondo le disponibilità di bilancio. Parte cioè oggi una campagna per un IMU comunale a misura di famiglia, per le famiglie numerose.
«Non possiamo però non ricordare che la notizia più importante della giornata di ieri è stata purtroppo la strage razzista di Firenze. Un evento che ci ricorda come coesione sociale, cittadinanza, tolleranza, dialogo, legalità siano valori irrinunciabili. La scelta del ministro Riccardi per la delega alle politiche familiari appare in questo senso lungimirante, anche perché» conclude Belletti «conferma che le famiglie sono e devono continuare ad essere un luogo insostituibile di dialogo interculturale per costruire una cultura della pace».

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Daniele Nardi 
Capo ufficio stampa
Forum delle associazioni familiari
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COMUNICATO STAMPA NAZIONALE

SACRIFICI EQUI? MA SE A PAGARE SONO ANCORA LE FAMIGLIE…
Ci aspettavamo l’equità e l’equità non è arrivata. Almeno per le famiglie.
Chi ha figli a carico vede ulteriormente appesantirsi i propri conti della spesa. L’aumento dell’Iva, ed in modo particolare quella al 10%, andrà infatti a pesare sui bilanci di tante famiglie e lo farà nelle voci irrinunciabili, quelle che non si possono contrarre. E più sono i figli da mantenere e più gli aumenti andranno ad erodere le disponibilità economiche e le riserve. Come se non bastasse quell’1% innescherà un circolo vizioso che porterà ad un aumento ben oltre quello nominale.
Aumenta l’età pensionabile. Nel provvedimento sulla pensione non c’è alcuna attenzione alle donne che per mettere al mondo figli e mantenerli hanno perso anni di contributi. Non si tratta di “favori” alle donne, ma del giusto riconoscimento di un ruolo sociale ed economico insostituibile. Perché non riconoscere uno o due anni di contributi per ogni figlio come il Forum propone da anni?
Ritorna l’Ici. Sembra che sia impossibile fare a meno di reintrodurre questo balzello, ma almeno moduliamolo sul numero di persone che vivono nell’immobile, altrimenti pagherà la stessa imposta chi può stare “largo” e chi invece deve contingentare gli spazi perché convive con figli e nonni.
La società civile riunita nella Conferenza nazionale della famiglia ha chiesto la rimodulazione delle detrazioni Irpef attraverso l’applicazione del FattoreFamiglia; così come ha chiesto la revisione dell’Isee, misura a costo zero ma almeno un messaggio sulla volontà di distribuire in modo equo i sacrifici. Nella manovra non c’è neppure una virgola di queste proposte .
Altro che equità nei sacrifici. Come sempre sarà la famiglia con figli, a pagare per tutti.

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Daniele Nardi 
Capo ufficio stampa
Forum delle associazioni familiari
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Politiche familiari in Sardegna: l’Assessore De Francisci promuove un tavolo permanente

POLITICHE FAMILIARI: LA REGIONE CI PROVA

l’Assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali  incontra le associazioni familiari

Fonte: Settimanale “Il Portico” del 4 dicembre 2011

Famiglie sarde: inizia il confronto tra Regione, Associazioni e forze sociali su progetti 2012

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COMUNICATO STAMPA

FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI DELLA SARDEGNA

COMUNICATO STAMPA

Giovedì 24 novembre il Forum delle associazioni familiari della Sardegna ha aderito all’invito che l’Assessore regionale all’Assistenza Sociale, Simona De Francisci, ha rivolto ai rappresentanti di alcune associazioni familiari e al Forum stesso.

Il Forum ha colto questa preziosa opportunità per esprimere il suo punto di vista sulla situazione di difficoltà delle famiglie sarde. I dati drammatici sull’attuale situazione di crisi sono noti e la Sardegna risulta ancor più penalizzata rispetto ad altre, con il 18,5% delle famiglie in condizione di povertà e tantissime che si stanno avvicinando a questa soglia.

Nell’evidenziare il ritardo degli interventi per una politica familiare organica e strutturale, che vada nella direzione del sostegno e del riconoscimento della famiglia così come sancito dalla Carta Costituzionale agli artt. 29,30 e 31, il Forum ha espresso l’assoluta necessità che le forze politiche adottino in via urgente e straordinaria provvedimenti che possano ridare fiato alle famiglie sarde, attraverso l’introduzione di un’innovativa politica familiare che ripartisca oneri e benefici in modo più equo.

Le  proposte sono già note:

a)      l’introduzione nella prossima Finanziaria regionale di risorse per le politiche familiari;

b)      la costituzione di una struttura sovrassessoriale (Dipartimento/Agenzia), sotto la diretta responsabilità del Presidente della Regione, per il coordinamento delle politiche che hanno ricaduta sulla famiglia;

c)      la sostituzione dell’ISEE con uno strumento più adeguato per determinare l’accesso ai servizi alla persona (modello Fattore Famiglia);

d)     l’introduzione di deduzioni o detrazioni per carichi familiari per le addizionali regionali e comunali;

e)      misure di salvaguardia del posto di lavoro per chi ha tre o più figli a carico.

Inoltre, il Forum ha sollecitato l’approvazione urgente della legge regionale sulla Famiglia, lungamente promessa dalle forze politiche, che contenga:

  1. il riconoscimento dei figli come “bene pubblico” da sostenere anche economicamente;
  2. politiche per la casa;
  3. credito garantito dalla Regione per la formazione di nuove famiglie;
  4. interventi fiscali e tariffari che tengano conto dei carichi familiari;
  5. una continuità territoriale “a misura di famiglia” nel trasporto aereo e marittimo;
  6. interventi di formazione e sensibilizzazione dei funzionari pubblici sulle politiche familiari e sul loro impatto;
  7. la valorizzazione delle funzioni dei consultori familiari, pubblici e privati, in funzione di formazione alla genitorialità e alla tutela della vita, fin dal concepimento;
  8. percorsi formativi in relazioni familiari;
  9. il riconoscimento, anche economico, del lavoro domestico e delle funzioni di cura della famiglia nei confronti dei disabili e degli anziani;
  10. efficaci interventi di conciliazione famiglia-lavoro;
  11. adeguata dotazione di risorse finanziarie;
  12. la valorizzazione e riconoscimento dell’associazionismo familiare nell’elaborazione delle politiche familiari, con rappresentanze negli organi consultivi e la predisposizione di adeguate risorse.

Queste misure, se realizzate, permetterebbero di innescare un circuito virtuoso con l’immediata riattivazione dei consumi e l’aumento della domanda dei beni di servizio, garantendo concrete prospettive di sviluppo all’economia della nostra regione.

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